INSERIMENTO ASILO NIDO

INSERIMENTO ASILO NIDO

Di seguito vi forniamo qualche suggerimento per rendere migliore l’ inserimento del vostro bambino presso
il Nido delle Stelle:
  • Collaborazione e fiducia tra genitori e insegnanti: è molto importante che si crei un clima di fiducia e di rispetto reciproci perché il bambino percepisca positivamente le sue figure di riferimento, sia i genitori sia le educatrici. Se viene a mancare questa sicurezza, nel bambino si crea confusione e paura, e la permanenza al nido diventa fonte di sofferenza.
  • Alcuni genitori (in particolare le mamme) vivono un senso di colpa nel lasciare il bambino all’asilo nido, anziché occuparsi personalmente di lui tutto il giorno. Questo senso di colpa però, se percepito dal bambino, alimenta e conferma la paura di abbandono del bambino stesso.
  • Presenza costante dei genitori all’uscita dal nido. Perché il bambino non viva un sentimento di abbandono, è importante che i genitori trascorrano con lui il tempo in cui non è al nido. La costante presenza dei genitori da al bambino la sicurezza del distacco: un distacco che è solo temporaneo, perché mamma e papà lo andranno a prendere e staranno con lui, perché gli vogliono bene. Si consiglia per il primo mese di inserimento del bimbo al nido, di lasciarlo meno possibile solo con i nonni o con una babysitter dopo il nido e cercare di stare insieme durante il week-end. Salutate sempre il bambino prima di uscire dalla sezione in modo tale che il bambino si abitui gradualmente al fatto che la mamma va via però poi ritorna e confortatelo verbalmente (è preferibile che almeno la prima settimana la persona che porta il bambino sia anche quella che lo va a riprendere).
  • Non sostate troppo in sezione dopo aver consegnato il bambino all’educatrice e non tornate indietro dopo essere usciti perché ciò potrebbe provocare una nuova crisi nel bambino. Cercate di resistere anche alla tentazione di nascondervi dietro ad un vetro per sbirciare dentro ed evitate di sostare in giardino a parlare con altri genitori perché comunque i bambini vi vedono dalle vetrate. Se siete preoccupati e volete sapere come sta il vostro bambino oppure avete dimenticato di dire qualcosa all’educatrice, potete telefonare.
  • Una crisi di pianto forte è normale che ci sia nel momento del distacco e in tutti i periodi di interruzione della frequenza (es. al rientro al nido dopo una malattia, dopo le vacanze). La crisi dell’inserimento potrebbe anche non manifestarsi subito ma dopo alcuni mesi. La frustrazione del distacco è una frustrazione “positiva” che serve al bambino per crescere (non abbiate paura di traumatizzarlo). Cercate di dimostrarvi sereni di fronte al bambino che piange perché il bambino avverte le vostre emozioni: se voi siete tranquilli, il bambino lo sente e si tranquillizza.
  • Cercate di non introdurre (per quanto possibile) altri cambiamenti importanti nella vita del bambino durante il periodo dell’inserimento; esempio: non togliete il ciuccio, potrebbe servire per consolare il bambino; non togliete il pannolino (a volte i bambini durante l’inserimento presentano delle momentanee regressioni che poi spariscono naturalmente quando il bambino è tranquillo); non togliete il seno perché l’allattamento al seno rappresenta per il bambino la possibilità di ristabilire un contatto con la persona “più importante” per lui nonché un modo per tranquillizzarsi e scaricare lo stress del distacco.
  • Se il bambino ha un oggetto preferito che porta sempre con sé o che richiede più volte al giorno perché ha il “potere” di tranquillizzarlo (cosiddetto oggetto transitorio) portatelo al nido.
  • Comunicate all’ educatrice al mattino come sta il bambino e qualsiasi altra informazione che ritenete utile per la gestione del bambino durante il giorno. La comunicazione tuttavia deve essere veloce per tre diverse ragioni:

1. perché l’educatrice nel momento dell’accoglienza deve garantire anche la vigilanza sul gruppo di bambini già presenti in sezione;
2. per motivi di privacy: non è possibile parlare dei bambini in presenza di altri genitori;
3. è importante non parlare del bambino stesso in sua presenza, soprattutto se si deve parlare di qualcosa che preoccupa la famiglia.

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